Hotel & Resort Colle degli Angeli

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Tra villaggi, misteri, chiese e antiche croci

» Tempo complessivo: ore 1,30 » Difficoltà: facile Da porta dell’Orologio si arriva infondo a Codaccio dove un sentiero scende al ponte sull’Ente, con accanto i ruderi del mulino del Mengone.Costeggiando per un po’ il torrente che scorre su levigati lastroni di trachite. Allontanandovi da esso nel punto in cui vi confluisce l’Arcidosso e continuare il sentiero fino alle Fornaci (nome dovuto dagli antichi opifici che, in località “Fossatello”, cuocevano i mattoni.
Accanto alla fonte una chiesetta del 1715 con doppio campanile a vela; è dedicata alla “Madonna dei Fornaciai” (immagine posta sull’altare dalle forme barocche). Sulle facciate delle case troverete lo stemma dei Maggi (antica famiglia di Roveta che possedeva i poderi della zona). Continuare dritti o, all’ultima casa a sinistra, scendere per un sentiero che vi porta al’antico ospedale di San Lazzaro soppresso nel 1754, circondato da conche e canali scavati nel peperino (resti di un vecchio sistema di irrigazione). Continuare e prima di prendere il piccolo sentiero sulla sinistra, salire per pochi metri per vedere la croce di Baldassare Audibert (ufficiale dell’esercito Napoleonico, poi penitente predicatore, che erigeva croci devozionali lungo le strade della toscana ma in particolare nell’Amiata).
Tornando al sentiero che vi porta al Corniolo, poche case tra campi coltivati e serre per fiori. Prendere a destra e ai pozzi girate nuovamente a destra. A Case d’Orfile, dopo le prime due case, proseguire a sinistra e troverete il Convento dei Cappuccini (sorto nel 1591 sul campo di Marte dove avvenivano liti di campanile tra Arcidosso e Caste del Piano, il convento conserva altari in legno, dipinti di Giuseppe Nicola Nasinie e l’ “incoronazione” di Francesco Vanni. All’esterno si trova la tomba di Merope Becchini del 1902, su disegno del Porciatti e con i dipinti dell’arcidossino Giuseppe Corsini) , dopo aver lasciato sulla destra la palazzina, villa dei Giovannini (edificata nel 1620 e abbellita dallo scultore Pietro Amati) Attraversando la strada asfaltata vi troverete a San Lorenzo, immerso nei castagneti (anche qui come al Pino, esistevano fornaci, ma queste a differenza delle altre servivano a cuocere pietre calcaree da cui ricavare la calcina). Al bivio continuare la salita e a sinistra, troverete una chiesetta, antica pieve con caratteristiche romaniche e affreschi del ‘400 e del ‘600. Essa era collegata con la Pieve di S. Mustiola tramite un sentiero, la “Via delle Pievi” che passa dai pozzi del Pino. Continuare girando a destra, dove si trova un’altra croce di Audibert, anch’essa datata, e tornate al bivio precedente. Da qui in 5 minuti si può scendere per un sentiero alla strada asfaltata dove, pochi metri a sinistra, c’è la Grotta di Merlino: nascondiglio per un misterioso ribelle fiorentino che sfuggiva agli spagnoli sotto le spoglie del mago, o tomba di un guerriero etrusco? Sopra sul castagneto, c’è la misteriosa pietra lavorata: Ara Sacrificale con scolpita una P che significa 100 (animali offerti), o forno fusorio medievale?
Tornate al bivio e scendete al Pino. Troverete un’altra croce e scendete all’Orguadio costeggiando il fosso Corona.
Saltare la strada e prendete per Case del Mafa. Attravesare l’Ente e risalite, tenendovi sulla destra, fino al Codaccio, per ritornare al’ Orologio, punto di partenza.